San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo Toscana
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Comune di San Giovanni Valdarno

provincia di Arezzo

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SAN GIOVANNI VALDARNO

Il territorio comunale di San Giovanni Il centro del Valdarno Superiore si estende per 21,39 kmq diviso in due dal corso del fiume, occupando le ultime basse colline dei monti del Chianti e il fondovalle. Di origine medievale, divenne sede di podesteria e quindi di vicariato. Il capoluogo, sorto su precedenti insediamenti attesta ti fino dal 1131 con il nome di Castel di Piano Alberti e, successivamente, di San Giovanni in Altura, fu una delle "terre nuove" edificate dal comune di Firenze con lo scopo di porre un argine all'egemonia degli Ubertini e dei Pazzi, potenti feudatari del Valdarno, sul contado fiorenti no (si vuole che alla costruzione, avviata nel 1299 e diretta da Arnolfo di Cambio, abbia presieduto anche ser Petracco, padre di Francesco Petrarca). Già podesteria, dal 1340 fu sede di un vicario la cui giurisdizione abbracciava tutto il Valdarno Superiore e la vicina Val di Greve. Più volte dovette vivere emergenze belliche nell'ultimo secolo del Medioevo, subendo nel 1390 l'invasione delle truppe di Galeazzo Visconti e nel 1409 di quelle di re Ladislao di Napoli. Espugnato dai mercenari di Bernardino della Carda al servizio dei Visconti nel 1431, il suo territorio fu ancora devastato dagli Aragonesi di Napoli in lotta contro Firenze nel 1477 e, nuovamente, nel 1479. Ma questa epoca fu anche segnata da importanti iniziative monumentali, come la ristrutturazione del palazzo pretorio, il restauro della pieve (della quale fu commendatario Giovanni dei Medici, futuro papa Leone x), e la costruzione dell'oratorio di Santa Maria delle Grazie (1484). Nacquero in questa terra Tommaso Guidi, detto Masaccio (1401- 1428), grande innovatore della pittura quattrocentesca, il suo maestro Masolino (1383-1440) e due secoli dopo un altro artista di valore, Giovanni da San Giovanni (1592 1636). Nei secoli dell'età moderna si segnalano come episodi di rilievo i reiterati tentativi della comunità di regimentare le acque dell'Arno per evitare le frequenti inondazioni: apprezzabili risultati si ottennero con i lavori del 1705 (che però provocarono conseguenze nel tratto successivo, all'Incisa) e con quelli della seconda metà del Settecento, per i quali la popolazione depauperata pote' usufruire nel 1783 di un munifico intervento granducale. Durante la seconda guerra mondiale le forze partigiane locali svolsero un ruolo particolarmente attivo nella lotta di liberazione. L'economia di San Giovanni nel passato si incentrava sull'agricoltura che dava frumento, ortaggi, olio e vino, prodotto che ha avuto degli illustri estimatori rinascimentali in Poggio Bracciolini e Leandro Alberti. L'industria si basava sulla trattura della seta, sulla produzione di panni di lana e di lino, e sui calderai; vi si fabbricavano inoltre nella prima metà dell'Ottocento orologi da sala e fucili. Ai nostri giorni l'agricoltura, i cui prodotti preminenti sono frumento, olio, vino, mais, barbabietola da zucchero, patate, ortaggi e legumi, ha ormai un ruolo subalterno rispetto alle attività industriali, artigianali e commerciali, in cui è impegnato un elevato numero di aziende e di dipendenti. Operano nel territorio fornaci di laterizi, industrie per la produzione di vetro e di cristalli, tessili e di abbigliamento, oltre ad alcuni calzaturifici e a varie aziende per la produzione di ceramiche e per la lavorazione del legno. Lo stabilimento siderurgico dell'Italsider, che negli anni cinquanta occupava un elevato numero di dipendenti (circa 1.300), è stato ormai da diversi anni colpito da una grave crisi, che ha provocato una preoccupante diminuzione dei posti di lavoro. Il commercio, che riguarda in specie i prodotti dell'industria, è assai attivo. Al censimento del 1991 San Giovanni conta una popolazione di 17.732 abitanti, con una densità di 829 unità per kmq. Per quanto riguarda le epoche precedenti, la popolazione totale era scesa dalle 3.466 unità del 1551 alle 2.480 del 1745; nel 1830 la comunità contava 3.696 abitanti che divenivano 5.532 nel 1881, per raggiungere le 10.313 unità nel 1936. La popolazione del territorio continua ad aumentare contando 13.207 abitanti al censimento del 1951, 16.519 a quello del 1961 e toccando l'apice nel 1971 con 19.760 abitanti; solo nel 1981 ha visto un lieve calo passando a 19.516 unità.

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